Prediction Markets: scommesse non autorizzate con un altro nome? La WLA chiede una regolamentazione globale – Parte 2
Nella prima parte di questa serie abbiamo spiegato come i prediction markets siano cresciuti a un ritmo senza precedenti sfruttando lacune normative. In questo secondo capitolo analizziamo come la World Lottery Association (WLA) descriva i rischi specifici per consumatori, sport e settore regolamentato, delineando al tempo stesso le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.
Non autorizzati, non controllati: i rischi che nessuno sta monitorando
La WLA, insieme all’organizzazione United Lotteries for Integrity in Sports (ULIS), ha individuato quattro aree di questioni di massima urgenza. La prima è la più immediata: queste piattaforme operano illegalmente in decine di giurisdizioni perché non hanno ottenuto le licenze per il gioco o le scommesse sportive richieste dalla legge.
Per l’associazione, il tema dell’integrità sportiva potrebbe rivelarsi il più grave nel lungo periodo. A differenza degli operatori autorizzati, che sono obbligati a segnalare le transazioni sospette agli organismi preposti all’integrità sportiva, le piattaforme di prediction non hanno alcun obbligo di monitorare l’attività né di segnalare operazioni sospette. La WLA avverte nel suo documento che ciò le rende un punto cieco nella rete globale di monitoraggio dell’integrità sportiva, facilmente sfruttabile da chi intende trarre profitto da esiti manipolati.
La scommessa da 400.000 dollari che ha fatto scattare l’allarme a Washington
Un caso specifico illustra bene questo rischio. Poco prima dell’annuncio pubblico di un’operazione segreta degli Stati Uniti che ha portato alla rimozione dal potere dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, un numero ristretto di account appena creati ha piazzato puntate elevate e molto concentrate proprio su quell’esito, generando profitti superiori a 400.000 dollari. La precisione e la tempistica di quelle operazioni hanno spinto alcuni legislatori statunitensi a chiedere formalmente un’indagine sul caso, come riportato dalla WLA nel suo documento di posizione.
Secondo la WLA, le tutele per i consumatori sono praticamente inesistenti: «I minori possono accedere alle piattaforme, incluse quelle basate su portafogli in criptovalute, senza requisiti di identità, senza barriere efficaci». Non esistono meccanismi di autoesclusione, limiti di spesa o verifiche di sostenibilità economica. Le persone che si sono già autoescluse dagli operatori autorizzati possono accedere senza problemi a queste piattaforme e continuare a scommettere.
L’impatto sulle cause sociali finanziate dalle lotterie regolamentate non è un aspetto secondario. Nell’anno finanziario 2024, l’ecosistema globale delle lotterie e delle scommesse sportive regolamentate ha destinato 109.000 milioni di dollari al sostegno di cause sociali come salute, istruzione, cultura e welfare. La WLA stima che, se i prediction markets catturassero anche solo il 5 per cento dei ricavi lordi annuali del settore delle lotterie regolamentate, la deviazione di risorse destinate al beneficio pubblico supererebbe i 2 miliardi di dollari all’anno.
Dalle avvertenze ai divieti: come i Paesi stanno reagendo ai prediction markets
La risposta normativa internazionale ha iniziato a prendere forma, seppur in modo disomogeneo. In Europa, ad esempio, Germania e Francia hanno emesso avvertimenti legali espliciti. I Paesi Bassi hanno adottato decisioni amministrative accompagnate da sanzioni. Polonia, Svizzera, Belgio, Portogallo, Romania e Ungheria hanno bloccato o inserito in blacklist queste piattaforme, mentre la Spagna ha imposto un blocco cautelativo e la Direzione Generale per la Regolamentazione del Gioco (DGOJ – Directorate General for the Regulation of Gambling) sta conducendo le indagini pertinenti.
Ciò che sta accadendo ai prediction markets nelle diverse giurisdizioni globali non è una strategia coordinata, ma una serie di risposte individuali che si muovono nella stessa direzione. Per esempio, l’Australia li ha dichiarati illegali.
Nel febbraio 2026, la Commissione per il Gioco del Regno Unito (UK Gambling Commission – UKGC) ha autorizzato queste piattaforme con una licenza di intermediazione. Taiwan, Singapore e India ne hanno invece impedito l’accesso.
La situazione è ancora più frammentata negli Stati Uniti: nonostante la supervisione federale della Commissione per il Commercio dei Futures (CFTC – Commodity Futures Trading Commission), più di dieci stati hanno emesso ordini di cessazione delle attività, e sette casi sono ancora pendenti davanti ai tribunali federali. La WLA avverte che il contenzioso potrebbe arrivare alla Corte Suprema entro il 2028.
In America Latina, la Colombia è stata la prima a bloccarli nel gennaio 2026, seguita dall’Argentina nel marzo 2026 e dal Brasile nell’aprile 2026, mentre Venezuela, Cuba e Nicaragua erano già presenti nell’elenco ufficiale delle restrizioni dal 2024 a causa di sanzioni internazionali e normative locali, secondo le informazioni pubblicate da Polymarket sul proprio sito.

Cosa devono fare ora regolatori, sport e operatori
La WLA è molto chiara su ciò che ciascun attore deve fare: invita regolatori e governi ad adottare una definizione funzionale di scommessa sportiva che includa qualsiasi contratto che offra un ritorno economico condizionato all’esito di un evento, indipendentemente dal nome attribuito dall’operatore.
Chiede agli organismi sportivi di inserire nei codici di condotta di atleti, arbitri e personale di supporto restrizioni relative ai prediction markets, con particolare attenzione al rischio di uso improprio di informazioni riservate. Agli operatori autorizzati che sono entrati in questi mercati, come FanDuel e DraftKings, che hanno lasciato l’Associazione Americana del Gioco (American Gaming Association) proprio per questo motivo, viene richiesto di applicare gli stessi standard di gioco responsabile previsti per i loro prodotti principali e di sostenere l’obbligatorietà di tali standard per l’intero settore.
La WLA esprime la propria posizione in termini così chiari da non lasciare spazio a interpretazioni intermedie: «Qualsiasi piattaforma che accetti denaro dai consumatori in cambio di un ritorno condizionato all’esito di una competizione sportiva o di un altro evento sta operando un prodotto di scommessa e richiede la licenza applicabile in ogni giurisdizione in cui accetta clienti. Operare una piattaforma di questo tipo senza una licenza locale è illegale, indipendentemente da come il prodotto viene definito». In definitiva, il messaggio è di non aspettare che l’industria si autoregoli, ma di utilizzare gli strumenti legali che, nella maggior parte dei casi, sono già disponibili.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato sulla pagina spagnola di SiGMA News il 3 giugno 2026.
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