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Studio legale: i controlli di affidabilità di PAGCOR sostengono i progressi del FATF

Jenny Ortiz-Bolivar
Scritto da Jenny Ortiz-Bolivar
Tradotto da Mara Armenante

Le valutazioni di idoneità e affidabilità condotte dalla Philippine Amusement and Gaming Corporation (PAGCOR) sono diventate una garanzia fondamentale per proteggere le riforme del Paese contro il riciclaggio di denaro dopo la rimozione delle Filippine dalla lista grigia del Gruppo di azione finanziaria internazionale (FATF) nel febbraio 2025, secondo la società filippina di consulenza legale e regolamentare Arden Consult.

“Le verifiche sull’integrità non sono burocrazia fine a sé stessa. Sono parte dell’impegno delle Filippine verso gli standard globali contro il riciclaggio di denaro stabiliti dal Gruppo di azione finanziaria internazionale (FATF)”, ha scritto Patricia De Guzman di Arden Consult.

La società ha spiegato che la Raccomandazione 28 del FATF richiede alle autorità di regolamentazione di impedire che criminali e soggetti a loro collegati possiedano o gestiscano casinò, con PAGCOR responsabile dell’applicazione di tali standard nell’intero settore del gioco filippino. “L’importanza della questione è diventata particolarmente evidente durante il periodo in cui le Filippine sono rimaste nella ‘lista grigia’ del FATF, quando il Paese ha affrontato un livello più elevato di controllo internazionale”, ha scritto De Guzman.

Le Filippine sono state rimosse dalla lista grigia del FATF il 21 febbraio 2025, dopo aver dimostrato progressi nel proprio quadro normativo contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Il governo ha indicato il divieto imposto dal presidente Ferdinand Marcos Jr. agli operatori di gioco offshore filippini (POGO) come una delle misure che hanno contribuito alla rimozione del Paese dalla lista.

Proprietà e gestione sotto esame

Secondo Arden Consult, le verifiche di integrità non si limitano alla società che presenta una domanda di licenza, ma riguardano anche le persone fisiche che si trovano dietro l’attività.

“Un’idea sbagliata comune è che venga valutata soltanto la società”, ha scritto De Guzman. “Nella pratica, vengono controllate sia la società richiedente sia le persone chiave che vi sono dietro”.

Le verifiche sono richieste quando le società presentano domanda per nuove licenze o per il rinnovo di licenze esistenti, ma possono essere attivate anche da “eventi intervenuti”, come cambiamenti nei membri del consiglio di amministrazione, nei dirigenti, nella proprietà o nella titolarità effettiva.

Anche segnalazioni negative, sospetti di condotte illecite e controlli annuali di routine possono determinare l’avvio di una valutazione.

Arden Consult ha sottolineato che gli operatori autorizzati devono informare PAGCOR per iscritto entro 15 giorni di calendario in caso di modifiche al proprio consiglio di amministrazione, ai dirigenti o alla struttura proprietaria.

“Non rispettare questa finestra temporale è un errore evitabile che, da solo, può sollevare interrogativi”, ha affermato De Guzman.

Sistema di valutazione a tre livelli

Il quadro normativo valuta i richiedenti applicando tre livelli di controllo, in base al loro profilo di rischio.

Le verifiche di idoneità e affidabilità possono riguardare l’identità, l’indirizzo, il percorso formativo, le licenze professionali, i precedenti penali, la storia giudiziaria, i registri relativi a fallimenti o insolvenze, la solidità finanziaria, la conformità normativa e le notizie pubblicate dai media.

I richiedenti vengono inoltre sottoposti a controlli rispetto alle liste di soggetti collegati al riciclaggio di denaro e al terrorismo gestite dal Consiglio antiriciclaggio (AMLC), dalle Nazioni Unite e dall’Ufficio per il controllo dei beni esteri degli Stati Uniti (OFAC).

“Il quadro stabilisce tre livelli di intensità: minimo (Livello 1) per i richiedenti a basso rischio, intermedio (Livello 2) per quelli a rischio medio e rafforzato (Livello 3) per quelli ad alto rischio”, ha dichiarato Arden Consult.

Il dipartimento licenze di PAGCOR assegna il livello attraverso una valutazione del rischio che considera le dimensioni dell’attività, la complessità della struttura proprietaria, l’esposizione geografica, la solidità finanziaria e lo storico in materia di conformità”, ha scritto De Guzman. “L’autorità di regolamentazione mantiene inoltre piena discrezionalità nel modificare il livello verso l’alto qualora emergano nuovi indicatori di rischio”.

La società ha aggiunto che le verifiche dovrebbero generalmente essere completate entro 30 giorni di calendario dalla presentazione di tutta la documentazione richiesta, anche se i casi più complessi possono richiedere tempi più lunghi.

La completa trasparenza rimane essenziale

Arden Consult ha dichiarato che la documentazione incompleta continua a essere la causa più comune dei ritardi, ma ha avvertito che dichiarazioni inesatte potrebbero comportare conseguenze più gravi.

“Può essere allettante presentare il quadro più favorevole possibile. Bisogna resistere a questa tentazione”, ha scritto De Guzman.

“Il mancato invio dei documenti richiesti, la fornitura di informazioni inesatte o la mancata collaborazione entro le tempistiche previste comportano conseguenze concrete: una nuova richiesta può essere respinta o considerata ritirata, una licenza esistente può essere sospesa o revocata e, in presenza di frodi, PAGCOR può intraprendere azioni legali”, ha avvertito De Guzman.

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