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I giocatori di iGaming in Nuova Zelanda privilegiano la comodità

Jenny Ortiz-Bolivar
Scritto da Jenny Ortiz-Bolivar
Tradotto da Mara Armenante

Il mercato del gioco d’azzardo online della Nuova Zelanda sta entrando in una nuova era normativa, con una base di giocatori composta prevalentemente da adulti in età lavorativa che danno priorità alla comodità, all’accessibilità e all’intrattenimento più che ai comportamenti ad alto rischio, secondo i dati sui consumatori della piattaforma di intelligence sul mercato dell’iGaming Blask.

All’inizio di questo mese, il Paese ha iniziato ad applicare il proprio quadro normativo per i casinò online regolamentati attraverso l’Online Casino Gambling Act 2026 (Legge sul gioco d’azzardo nei casinò online 2026). Le riforme introducono uno dei sistemi di concessione delle licenze per casinò online più rigidamente controllati al mondo, limitando il mercato a 15 operatori e imponendo al contempo severe norme sul gioco responsabile e sulla pubblicità.

Gli adulti in età lavorativa dominano la base dei giocatori

I giocatori neozelandesi di età compresa tra i 25 e i 34 anni rappresentano la quota più ampia degli intervistati, pari al 24%. Seguono da vicino coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni, con il 23%. Un altro 21% ha un’età compresa tra i 18 e i 24 anni, mentre i giocatori tra i 45 e i 54 anni rappresentano il 18%.

Il profilo dei redditi indica una prevalenza di consumatori appartenenti alla fascia di reddito medio. Circa il 35% guadagna tra 40.000 NZD (23.296 dollari) e 60.000 NZD (34.944 dollari) all’anno, mentre il 20% dichiara redditi compresi tra 20.000 NZD (11.648 dollari) e 40.000 NZD (23.296 dollari). Un ulteriore 20% guadagna tra 60.000 NZD (34.944 dollari) e 80.000 NZD (46.592 dollari).

Anche la situazione occupazionale appare relativamente stabile all’interno della base dei giocatori. Sei intervistati su dieci hanno dichiarato di essere lavoratori dipendenti, mentre il 10% è lavoratore autonomo e un altro 10% è composto da studenti.

Il livello di istruzione è concentrato maggiormente sulla formazione professionale piuttosto che sull’istruzione universitaria. Il 40% ha dichiarato di aver completato un percorso di formazione professionale o un istituto tecnico, rispetto al 30% che ha terminato la scuola superiore e al 20% che ha frequentato l’università.

Dal punto di vista professionale, gli intervistati provengono da un’ampia varietà di settori. I comparti dell’istruzione e della vendita al dettaglio rappresentano entrambi il 10% degli intervistati, seguiti dal settore governativo e dalla pubblica amministrazione con il 9%. Il settore finanziario e assicurativo, insieme a quello sanitario e dell’assistenza sociale, rappresenta ciascuno l’8%.

La comodità guida l’attività di scommessa

Tra gli scommettitori sportivi, il 55% ha dichiarato di apprezzare la possibilità di giocare senza dover uscire di casa, mentre il 50% ha indicato come elemento importante la possibilità di scommettere da qualsiasi luogo conveniente. Trascorrere il tempo quando ci si annoia è stato scelto dal 50% degli intervistati.

Anche lo sport in sé rimane un elemento centrale del coinvolgimento degli utenti. Il 45% ha affermato che le scommesse lo aiutano a sentirsi maggiormente coinvolto negli eventi sportivi, mentre la stessa percentuale ha dichiarato che scommettere rende la visione dello sport più emozionante. Un altro 45% ha indicato il guadagno economico come motivazione.

I giocatori di casinò mostrano preferenze simili. Anche in questo caso la comodità si colloca ai primi posti, con il 45% che afferma di apprezzare la possibilità di giocare da casa. Trascorrere il tempo è stato indicato dal 45%, mentre il 40% ha dichiarato di giocare d’azzardo per l’adrenalina. Il 35% ha affermato che il gioco d’azzardo li aiuta a rilassarsi.

La lotteria rimane il prodotto dominante

I prodotti della lotteria restano di gran lunga quelli più utilizzati tra i giocatori neozelandesi. Il 60% degli intervistati ha dichiarato di partecipare a giochi della lotteria, una quota nettamente superiore rispetto alle scommesse sportive tradizionali, che si attestano al 25%.

Le scommesse sugli eSport rappresentano il 10% degli intervistati, mentre le slot e i giochi a vincita immediata attirano il 9%. I giochi da casinò con tavolo, come blackjack, roulette e baccarat, rappresentano il 7%, la stessa percentuale registrata dalla partecipazione al fantasy sport.

Nel frattempo, poker, ramino e bingo rimangono prodotti di nicchia.

I canali digitali modellano il marketing degli operatori

YouTube è emersa come la principale piattaforma per la scoperta dei brand, con il 75% degli intervistati che ha dichiarato di essere entrato in contatto con marchi del settore del gioco d’azzardo attraverso la piattaforma video. Seguono da vicino i social media, citati dal 70%, mentre il 65% ha indicato la pubblicità su internet.

La pubblicità durante la visione in streaming online di serie televisive e film raggiunge il 55% degli intervistati, superando gli spot televisivi tradizionali, che arrivano al 50%. I media sportivi e la radio influenzano entrambi il 45% degli intervistati, mentre le notifiche delle applicazioni mobili raggiungono il 40%.

Le raccomandazioni di amici rappresentano il 30%, mentre i forum online rimangono relativamente poco rilevanti, con il 20%.

La scorsa settimana, l’amministratrice delegata dell’Autorità per gli standard pubblicitari (ASA) Hilary Souter ha dichiarato a SiGMA News che la responsabilità della regolamentazione della pubblicità dei casinò online spetta al Dipartimento degli Affari Interni e non all’ASA. Ha inoltre sottolineato che gli annunci sul gioco d’azzardo devono mantenere elevati standard di responsabilità sociale ed evitare di rivolgersi ai bambini o di compromettere gli sforzi per la riduzione dei danni legati al gioco.

Anche il Regolamento sul gioco d’azzardo nei casinò online 2026 vieta il marketing tramite programmi di affiliazione, le sponsorizzazioni con influencer e gli accordi di sponsorizzazione per gli operatori autorizzati. Il regolamento consente la pubblicità soltanto all’interno di parametri rigorosamente controllati.

Il gioco problematico rimane limitato

I dati di Blask sulla Nuova Zelanda mostrano inoltre livelli relativamente bassi di danni legati al gioco d’azzardo tra gli intervistati. La maggioranza, circa il 94%, si è classificata come giocatore senza problemi, il 3% si è identificato come giocatore a basso rischio, il 2% ha dichiarato di essere un giocatore a rischio moderato e solo l’1% si è descritto come giocatore problematico.

I dati sono sostanzialmente in linea con l’attenzione del governo verso il gioco responsabile, mentre il Paese accompagna i giocatori dalle piattaforme offshore verso un mercato nazionale regolamentato.

Secondo la nuova normativa, gli operatori autorizzati devono verificare l’identità dei clienti, fornire strumenti di autoesclusione, introdurre pause obbligatorie, consentire ai giocatori di impostare limiti di deposito e di spesa e individuare i clienti che mostrano segnali di danni legati al gioco d’azzardo.

Mentre la Nuova Zelanda si prepara ad assegnare le prime 15 licenze per casinò online, il più recente profilo dei consumatori offre agli operatori un primo quadro di un mercato caratterizzato meno dal gioco ad alto rischio e più dalla comodità, dal coinvolgimento digitale e dall’intrattenimento quotidiano.

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