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WiGA: l’accesso, più che la capacità, continua a frenare la presenza delle donne nel gaming

Jenny Ortiz-Bolivar
Scritto da Jenny Ortiz-Bolivar
Tradotto da Mara Armenante

Le donne nell’industria del gaming africana non sono frenate dalla mancanza di talento, ma dal limitato accesso ai ruoli in cui vengono prese le decisioni strategiche, secondo Deniese Chinnappen, ambasciatrice di Donne nel Gaming Africa (WiGA) e fondatrice di Shift Technology.

Parlando con SiGMA News durante SiGMA South Africa, Chinnappen ha affermato che la sfida più grande per il settore consiste nel garantire alle donne l’opportunità di entrare nei contesti in cui vengono assunte le principali decisioni commerciali e normative.

«Dal mio punto di vista, l’ostacolo principale non è la competenza, ma l’accesso», ha dichiarato. «Il bacino di talenti dell’Africa è fantastico, eccellente, solido. Ha elevate competenze tecniche ed è consapevole delle dinamiche commerciali. Il vero problema è capire quale spazio abbiano le donne in termini di accessibilità e di possibilità di ricoprire questi ruoli strategici.»

Secondo Chinnappen, alle donne viene spesso affidata l’esecuzione dei progetti, ma incontrano maggiori difficoltà quando cercano di influenzare la strategia e i processi decisionali. «Dobbiamo essere in grado di spiegare in che modo il nostro lavoro contribuisca concretamente ai risultati economici dell’azienda, ai ricavi, alla mitigazione dei rischi e alle trattative», ha affermato.

Un altro ostacolo è rappresentato dalla mancanza di sostegno da parte dei dirigenti di alto livello. «Il mentoring ti guida, ti aiuta a costruire un certo livello di fiducia in te stessa», ha spiegato. «Ma i ruoli dirigenziali si ottengono grazie al sostegno attivo di chi è già in una posizione di potere. Serve qualcuno che si faccia promotore della tua candidatura e ti sostenga.»

Le sue dichiarazioni arrivano mentre la partecipazione femminile nel settore del gaming in Africa continua a crescere. Secondo AfriplayHub, un numero sempre maggiore di donne sta assumendo ruoli di leadership nei settori del gaming, della regolamentazione, della tecnologia e delle attività operative, mentre le organizzazioni del settore stanno creando percorsi dedicati al mentoring, allo sviluppo della leadership e al networking.

In un post pubblicato su LinkedIn, AfriplayHub ha sottolineato che le donne non partecipano più al settore soltanto come giocatrici, ma stanno diventando «leader, regolatrici e artefici dell’industria del gaming», contribuendo a creare un bacino di talenti più diversificato in tutto il continente.

L’inclusione deve andare oltre la semplice rappresentanza

Pur riconoscendo il valore dei panel dedicati alla diversità e delle campagne di sensibilizzazione, Chinnappen ha sostenuto che un’inclusione duratura richiede cambiamenti strutturali. «I panel sono importanti perché aumentano la consapevolezza», ha dichiarato. «Prima dobbiamo prendere coscienza di un problema, solo dopo possiamo realmente dare avvio al cambiamento.»

Tuttavia, ha avvertito che la sola consapevolezza non basta a produrre progressi. Secondo Chinnappen, l’inclusione migliora quando alle donne viene affidata la responsabilità di funzioni aziendali strategiche. «Quando alle donne viene concessa fiducia e accesso ai livelli decisionali appropriati, con responsabilità sui ricavi, sulla pianificazione della successione, sulle valutazioni delle prestazioni e sull’analisi della direzione strategica, è allora che le cose iniziano davvero a cambiare.»

Ha inoltre sottolineato che le donne con un alto potenziale dovrebbero essere coinvolte fin da subito nelle funzioni commerciali, normative e di gestione del rischio. Chinnappen ha anche criticato quella che ha definito una «rappresentanza puramente simbolica».

«Non metteteci lì soltanto perché dovete soddisfare qualche requisito normativo», ha dichiarato.

Ha aggiunto che una vera inclusione diventa la normalità quando alle donne vengono affidate responsabilità concrete.

Il percorso aziendale e quello imprenditoriale sviluppano competenze diverse

Alla domanda su quale consiglio dare a chi deve scegliere tra una carriera in azienda e l’imprenditoria, Chinnappen ha risposto che entrambi i percorsi offrono esperienze preziose, ma sviluppano competenze differenti.

«Sviluppano davvero capacità diverse», ha affermato. «Impari come circola il capitale, impari come vengono realmente prese le decisioni.»

L’imprenditoria, invece, favorisce lo sviluppo della rapidità d’azione e del senso di responsabilità. «Ti insegna ad agire con rapidità, ad assumerti la piena responsabilità delle decisioni, a sviluppare resilienza e a tollerare meglio il rischio.»

«L’imprenditoria può accelerare la tua capacità di incidere, perché sei tu a decidere chi siede al tavolo delle decisioni. In un certo senso, sei tu stesso quel tavolo», ha dichiarato l’ambasciatrice di Donne nel Gaming Africa (WiGA). «Il percorso aziendale, invece, può rafforzare più rapidamente la tua credibilità, perché ti trovi a operare all’interno di una struttura ben definita.»

Il suo messaggio conclusivo è stato quello di non lasciare che la paura condizioni le proprie scelte professionali. «Scegli in base a ciò che senti davvero di voler fare.»

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