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Guarda: l’intelligenza artificiale può davvero trasformare le operazioni dell’iGaming?

Naomi Day
Scritto da Naomi Day
Tradotto da Mara Armenante

Al SiGMA Central Europe 2025 di Roma, il panel intitolato “AI che mantiene le promesse: integrare la tecnologia nei flussi di lavoro e nella strategia dell’iGaming” (AI That Delivers: Integrating Technology Into iGaming Workflows & Strategy) ha riunito figure senior provenienti da tecnologia, operazioni e strategia per affrontare direttamente questa sfida.

Moderato da Dan Morrison, Direttore del New Business presso Fast Track, il panel ha visto la partecipazione di Mushegh Khachatryan, Direttore dell’AI di SoftConstruct, Roberto Regianini, Vicepresidente esecutivo di UX Group, Harmen Brenninkmeijer, Presidente esecutivo di NYCE International, e Luigi Caputo, Amministratore delegato di Behaveme. Con il supporto di SOFTSWISS, la discussione mirava ad andare oltre l’hype e concentrarsi sulle applicazioni concrete. “In questo momento nel settore del gaming circolano molte parole. L’AI è una di queste. Oggi vogliamo andare oltre e capire metriche reali e responsabilità reali”, ha osservato Morrison.

Empatia digitale

Mushegh Khachatryan ha descritto gli agenti AI come strumenti che “osservano, decidono, agiscono e imparano”, sottolineando che al momento dovrebbero essere trattati “come specialisti junior”. I compiti ad alto volume e basso rischio sono quelli in cui l’AI offre un valore immediato, sempre però sotto supervisione umana.

Dal lato degli operatori, Roberto Regianini ha evidenziato come l’AI stia trasformando il coinvolgimento dei clienti nel mercato brasiliano appena regolamentato. Piuttosto che puntare solo alla riduzione dei costi, UX Group si concentra su ciò che Regianini definisce “empatia digitale”. Un’assistenza clienti basata sull’AI, quando implementata con attenzione, permette agli operatori di comprendere i comportamenti mantenendo la fiducia. “La cosa più importante non è solo l’efficienza, ma creare empatia quando si accompagnano i clienti dentro la tecnologia”, ha spiegato.

Regolamentazione e divari globali

Harmen Brenninkmeijer ha ampliato la prospettiva verso la regolamentazione e la competitività globale. Sebbene l’AI sia già integrata negli strumenti di KYC, AML e nelle soluzioni di retention, ha avvertito che i rigidi paletti europei potrebbero permettere ad altre regioni di prendere il largo. “Se non stiamo attenti, la loro tecnologia consentirà alle società di gioco che operano nell’area grigia di fare cose che gli operatori regolamentati non possono fare”, ha dichiarato.

Questa tensione tra innovazione e conformità ha attraversato l’intera conversazione. I relatori hanno concordato sul fatto che i regolatori debbano comprendere meglio l’AI per poterla regolamentare in modo efficace, invece di rallentare il progresso reagendo in ritardo.

Iper-personalizzazione

L’iper-personalizzazione è stata un altro punto centrale. Tracciando un parallelo con gli algoritmi in stile Netflix, i relatori hanno riconosciuto sia il potenziale sia i rischi. Khachatryan ha avvertito che un coinvolgimento non controllato potrebbe portare all’esaurimento dei giocatori, soprattutto in un contesto di gioco d’azzardo. “Dobbiamo usare l’AI non solo per l’oggi”, ha detto, “ma per il motivo per cui le persone continueranno ad apprezzarti domani.”

Luigi Caputo, Amministratore delegato di Behaveme, ha ribadito questo approccio equilibrato. Nel settore del recruiting, la sua azienda utilizza l’AI per velocizzare i processi, ma evita deliberatamente decisioni completamente automatizzate. “Il controllo umano nel reclutamento è più importante dell’automazione e della velocità”, ha affermato Caputo, sottolineando che l’AI come agente, e non solo come strumento di automazione, rappresenta ancora un passo futuro per molte organizzazioni.

Cosa ci riserva il futuro

Il panel ha concordato sul fatto che, in futuro, l’AI diventerà inevitabile. Brenninkmeijer ha previsto cambiamenti operativi radicali: “Quello che prima richiedeva 3.000 persone ora può essere gestito da 300.” Altri hanno evidenziato la necessità di nuove competenze, soluzioni AI specifiche per settore e una maggiore alfabetizzazione interna all’AI all’interno dei team. Il consenso generale è che l’AI non sia più opzionale, ma che il successo dipenda da strategia, etica ed esecuzione.

Vuoi approfondire come l’AI stia trasformando in tempo reale la strategia dell’iGaming, la regolamentazione e l’esperienza dei giocatori? Unisciti ai leader del settore al prossimo SiGMA World a Roma, dal 2 al 5 novembre 2026, dove il futuro della tecnologia del gaming sarà protagonista.

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